La nascita della Big Bench #214
L’idea di realizzare una Big Bench a Fregona nasce all’interno dell’Associazione San Giorgio – Osigo. Alcuni consiglieri dell’associazione, durante un viaggio sul lago di Como, scoprirono il Big Bench Community Project e decisero di portare anche nel territorio di Fregona una di queste grandi panchine, scegliendo per la sua realizzazione l’area del Fagheron.
Il Big Bench Community Project nasce attorno alle grandi panchine progettate da Chris Bangle, concepite per modificare il punto di vista sul paesaggio attraverso un’esperienza semplice e condivisa. Le panchine ufficiali vengono collocate in luoghi accessibili al pubblico e caratterizzati da un particolare rapporto con il paesaggio, diventando parte di una rete diffusa di luoghi da scoprire.
La scelta del Fagheron non fu casuale. La posizione permette di valorizzare un’area caratterizzata da un forte valore paesaggistico e, nello stesso tempo, da una lunga storia di utilizzo da parte della comunità locale. La realizzazione della Big Bench si inserisce infatti in un progetto di recupero del territorio avviato durante il periodo della pandemia da Covid-19, con il recupero e la riapertura di antichi sentieri che attraversano queste colline.
Il Fagheron e l’antico paesaggio agricolo
La panchina si trova accanto al Fagheron, un grande faggio secolare la cui età esatta non è conosciuta. Nella memoria degli abitanti l’albero era già vecchio quando i loro nonni erano giovani, ed è quindi da generazioni un elemento riconoscibile del paesaggio locale.
Anche l’area circostante conserva le tracce di un passato molto diverso da quello attuale. I terreni intorno alla Big Bench erano un tempo utilizzati per l’agricoltura e l’allevamento, con la presenza anche di vigneti. Ancora oggi nell’area si possono trovare vitigni selvatici, riconducibili alle antiche coltivazioni, mentre i numerosi muretti a secco testimoniano la precedente organizzazione agricola dei terreni.
Il paesaggio che si incontra oggi è quindi il risultato della sovrapposizione tra l’ambiente naturale e il lavoro svolto per generazioni dagli abitanti, che hanno utilizzato e modellato questi terreni attraverso coltivazioni, allevamento e percorsi di collegamento tra le diverse contrade.
Gli antichi sentieri e la Strada Remera
Il recupero avviato negli anni della pandemia ha riportato attenzione anche alla rete di sentieri che attraversa l’area. Si tratta di percorsi molto antichi, già rappresentati nella cartografia storica veneziana e napoleonica, che collegavano borghi, contrade e aree agricole e boschive.
Tra questi assume particolare rilievo la Strada Remera, antico percorso legato alla storia del territorio e ai collegamenti con la pianura. La sua storia si inserisce nel più ampio rapporto tra queste colline, la Repubblica di Venezia e lo sfruttamento delle risorse forestali del territorio: attraverso questa via passavano infatti i faggi del Cansiglio destinati a divenire i remi delle navi di Venezia.
Una memoria della Seconda guerra mondiale
Tra le memorie locali legate ai percorsi della zona c’è anche quella di un carro armato tedesco rimasto incastrato lungo una delle vie di collegamento che conducono verso l’area della Big Bench.
Si racconta che, durante una notte, alcuni militari tedeschi raggiunsero le abitazioni di Borgo Luca minacciando gli abitanti con le armi e imponendo loro di intervenire per recuperare il mezzo rimasto bloccato. È una delle testimonianze tramandate dalla comunità che restituiscono anche la dimensione più difficile della storia di questi luoghi durante la Seconda guerra mondiale.