La storia di Borgo Luca
Dalle origini medievali alla famiglia De Luca
Le prime attestazioni della località risalgono al XIII secolo, quando compare con il nome di Villa Luce. Il borgo è ricordato in un documento relativo alla definizione dei confini tra le comunità di Fregona e Cordignano, alla presenza di Rizzardo da Camino, che intervenne a sancire la decisione in rappresentanza del proprio casato.
Nel corso dei secoli la località si sviluppò attorno a diverse famiglie legate alla terra e alle attività del territorio. Tra queste ebbero particolare rilievo i De Luca, documentati anche nella forma Da Luca. La presenza di più nuclei appartenenti allo stesso ceppo portò alla diffusione di soprannomi distintivi, come quello dei de Luca detti Falsarella.
In passato la borgata era molto più popolosa, vivendovi diverse centinaia di persone e ancora nel XX secolo, erano presenti un'osteria e un negozio di generi vari.
Una comunità legata alla terra
Un elemento distintivo della storia sociale del borgo riguarda la proprietà della terra. Le famiglie residenti erano prevalentemente proprietarie delle proprie case e dei terreni, a differenza di altre borgate di Osigo dove una parte consistente della popolazione viveva come colona alle dipendenze di famiglie nobili o borghesi.
Questa particolare struttura contribuì a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e quello che nelle fonti locali emerge come un vero orgoglio di contrada.
Le attività tradizionali riflettevano il rapporto con il territorio e con le risorse forestali. Nel Cinquecento sono documentati i de Luca detti Carbonier, testimonianza della presenza del mestiere del carbonaio. Sono inoltre documentate antiche coltivazioni di olivo, ricordate dal toponimo Prà del Oliver.
La Strada Remera
La Strada Remera rappresenta una delle testimonianze più significative del ruolo storico della località nei collegamenti tra il Cansiglio e la pianura. Una mappa del 1711 identifica la strada pubblica remera che dal Cansiglio scendeva attraverso la borgata, proseguendo verso Borgo Col, Pralongo e Portobuffolé, dove il legname veniva imbarcato sui burci diretti verso Venezia.
Il tracciato testimonia quindi il sistema attraverso cui il legname della Foresta del Cansiglio veniva condotto verso la pianura e successivamente verso Venezia, dove il faggio era destinato anche alla produzione dei remi per l'Arsenale della Serenissima.
La chiesetta di San Luca
All'inizio del Novecento le famiglie della contrada contribuirono alla costruzione della chiesetta dedicata a San Luca, legata al forte senso di appartenenza sviluppatosi nella comunità.
L'edificio è tuttora utilizzato e rappresenta uno degli elementi che testimoniano la continuità della vita della borgata. Un documento relativo alla visita pastorale del 1960, compiuta da Albino Luciani, conserva alcune annotazioni sulla chiesetta e sulle condizioni dell'edificio.