Campanile di Fregona

Piazza Francesco Cipriani 4, Fregona

Il Campanile di Fregona è uno dei principali monumenti storici e architettonici del paese. Sorge accanto alla chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta ed è uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio locale, oltre che un simbolo di Fregona.

Realizzato in stile neogotico, il campanile è caratterizzato dalla grande cella campanaria, dalle guglie, dalle balaustre e dalle decorazioni in pietra. Tra gli elementi più distintivi della torre ci sono gli otto doccioni scolpiti con forme di draghi e leoni e i capitelli decorati con foglie d’acanto. All’interno, una scala a chiocciola conduce verso la parte superiore del campanile.

La costruzione del Campanile di Fregona iniziò nel 1881 e si concluse nel 1909, dopo quasi trent’anni di lavori e diverse interruzioni. Il progetto fu realizzato da Francesco Ciprian, scultore e progettista originario di Osigo, mentre alla costruzione partecipò direttamente la popolazione delle frazioni di Fregona.

La torre è anche una testimonianza della tradizione locale della lavorazione della pietra. Per la sua costruzione furono utilizzate la piera dolza del Caglieron e la pietra turchina delle cave del Masarè, lavorate dagli scalpellini di Breda e Sonego.

Oggi il Campanile di Fregona è un punto di riferimento del centro storico e un luogo di visita per conoscere il paese e il suo territorio. Ospita inoltre eventi culturali, mostre d’arte ed esposizioni temporanee, promossi dalle associazioni locali, tra cui la Pro Loco e Fregona Borghi e Natura.

Approfondimento

La storia del Campanile di Fregona

Il primo progetto: 1869-1870

L'idea di costruire l'attuale campanile risale all'inverno tra il 1869 e il 1870, su iniziativa dell'arciprete don Antonio Dalla Rosa, che iniziò a promuovere la raccolta del materiale necessario alla costruzione.

Il primo tentativo, però, non arrivò alla fase dei lavori. Sopraggiunte alcune difficoltà, il progetto venne abbandonato e il materiale già accumulato fu in parte utilizzato per altri scopi e in parte rubato durante la notte. Il progetto rimase così bloccato fino al 1880.

Don Andrea Tomé e l'inizio dei lavori

La svolta arrivò con l'arciprete don Andrea Tomé, che aveva già seguito la riparazione della chiesa arcipretale e della canonica, gravemente danneggiate dal terremoto del 29 giugno 1873.

Per rendere possibile il trasporto dei pesanti massi dalle cave del Masarè, don Tomé ideò uno speciale carro a due ruote senza sponde, chiamato localmente "car mat", che poteva essere trainato dai buoi o anche spostato a mano.

Il 6 febbraio 1881 la popolazione nominò una commissione per seguire la costruzione, presieduta dallo stesso don Tomé. Il 15 febbraio iniziarono gli scavi delle fondazioni.

Un'opera costruita dalla comunità

La costruzione del Campanile coinvolse direttamente tutta la popolazione della parrocchia, con le otto frazioni impegnate secondo turni prestabiliti, che si tenevano soprattutto nei giorni festivi, in modo che gli abitanti potessero dedicarsi alla costruzione senza abbandonare il lavoro nei campi.

Il pozzo di fondazione raggiunse una profondità di circa 20 metri e aveva una base quadrata di 12 metri per lato. La terra asportata fu utilizzata anche per livellare il piazzale attorno alla chiesa.

La prima pietra, benedetta e contenente una pergamena e alcune monete dell'epoca, fu posata il 21 dicembre 1881 in un punto nel quale sorgeva acqua limpida. I lavori di muratura terminarono tre anni più tardi.

Francesco Ciprian, progettista e scultore

Il progetto del campanile fu realizzato da Francesco Ciprian, scultore, progettista e capomastro originario di Osigo, che ne seguì anche la realizzazione e la cura dei numerosi dettagli decorativi.

Secondo una tradizione locale, il progetto sarebbe stato concepito da Ciprian durante il periodo trascorso come emigrante in Austria e avrebbe preso ispirazione dalla Chiesa Votiva di Vienna, sebbene la somiglianza più evidente sia con le torri del Rathaus di Vienna.

La realizzazione del campanile non fu però priva di difficoltà. Le continue interferenze di alcuni concittadini portarono Ciprian, a un certo punto, a ritirare i disegni e a interrompere la propria collaborazione. In seguito tornò sui propri passi e riprese a seguire il progetto.

I disegni originali del campanile sono andati perduti durante i bombardamenti di Treviso, dove erano conservati da una nipote del progettista.

Le diverse fasi della costruzione

1885-1891

Il 6 aprile 1885 venne benedetta una seconda pietra, collocata sopra le fondamenta ormai arrivate al livello del piazzale.

Da quel momento iniziò la seconda fase della costruzione, che portò la torre fino all'altezza dei primi finestroni.

Nel 1891 i lavori si interruppero dopo la partenza da Fregona di don Andrea Tomé, che era stato il principale promotore dell'opera.

1891-1909

Nel novembre 1891 arrivò a Fregona il nuovo arciprete, don Angelo Ferro. Il campanile non aveva ancora raggiunto metà della costruzione e aveva bisogno di un nuovo impulso.

Venne quindi istituita una nuova commissione presieduta da Candido Azzalini, che ebbe un ruolo decisivo nel completamento dell'opera.

La costruzione continuò anche grazie alle contribuzioni della popolazione, sollecitata periodicamente dalla commissione a versare le somme promesse.

Il Campanile di Fregona raggiunse infine la sua forma attuale nel 1909.

Un campanile rimasto senza cuspide

Il progetto originario prevedeva una cuspide alta circa 12 metri, che non venne mai realizzata.

La parte superiore della torre rimase quindi priva della cuspide prevista dal progetto, contribuendo a rendere il Campanile di Fregona uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio e dell'identità del paese.

Le campane

La storia del campanile è anche la storia delle sue campane.

Due delle tre grandi campane furono fuse nel 1907. Durante la Prima guerra mondiale, il 4 giugno 1918, le truppe austriache le fecero precipitare dal campanile e se le portarono via, manomettendo altresì l'orologio della torre.

Il 23 marzo 1920 arrivarono a Fregona tre nuove campane, che vennero poi sostituite nel 1927.

Di queste, solo la campana piccola, in Re4, è tutt'oggi quella originale; la Santa Maria Assunta, la campana grande in Sib3, fu rifusa nel 1950, mentre la San Martino, campana media in Do4, fu rifusa nel 1994.

L'elettrificazione giunse nel 1961, ponendo fine alla tradizione annuale dei "terzi" e delle "allegrezze", per i quali erano noti soprattutto i giovani di Breda. La loro abilità fu tra le fonti di ispirazione per il romanzo Il più forte dello scrittore Emilio Zanette.

Il Campanile durante la Seconda guerra mondiale

Il Campanile ebbe un ruolo anche negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale.

Secondo la testimonianza di Gino Brambilla, militare della Repubblica Sociale Italiana appartenente al presidio di Fregona, nell'aprile del 1945 la torre venne utilizzata come postazione di guardia e di controllo sul territorio circostante.

Il 28 aprile 1945, mentre le formazioni partigiane avevano ormai circondato il presidio, il Campanile fu coinvolto negli scontri che proseguirono fino alla resa dei militari della Repubblica Sociale Italiana.

Cosa fare

Il Campanile di Fregona può essere osservato dall'esterno in Piazza Francesco Cipriani, mentre la visita interna è possibile in occasione di aperture programmate e visite guidate.
Dalla sua sommità si apre una vista a 360 sul territorio circostante.

Il campanile rappresenta inoltre un punto di partenza per esplorare il centro storico di Fregona e il vicino Borgo Mas, oltre agli altri luoghi del territorio collegati al Festival, come il Sentiero del Pont de Fer (1037B).

Come arrivare

Piazza Francesco Cipriani 4, Fregona

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